Il coraggio di essere creativi

By | 2017-08-28T22:38:12+00:00 dicembre 21st, 2016|Per gli insegnanti, Per i creatori, Per i genitori|1 Comment

È indubbio e ormai opinione diffusa il fatto che, una didattica che passa attraverso la creatività ha una ricaduta esponenziale sull’apprendimento.

Per creatività didattica-educativa bisogna intendere un’offerta di percorsi che permettano agli alunni di elaborare delle loro competenze strutturate secondo i personali codici di acquisizione e che naturalmente non sono uguali per tutti.

I parametri di didattica individualizzata vengono così utilizzati non solo in un’ottica di recupero o potenziamento ma in un contesto più ampio di approccio a priori verso ogni alunno di cui si voglia stimolare le potenzialità creative, secondo me si può tranquillamente affermare il principio secondo cui è meglio prevenire che curare.

 

No difference - EleniGalaxy 10a

No difference – EleniGalaxy 10a Canada

 

Siamo ormai distanti anni luce dalla classe in cui si elaborava l’unica proposta del docente secondo parametri identici e si esigeva che restassero tali. Ci sono tanti modi diversi per risolvere lo stesso problema, perché non esplorarli tutti? Bisogna altresì intendere per creatività d’apprendimento la capacità di ogni ragazzo di elaborare le conoscenze che gli vengono proposte, in un contesto personale e strutturato secondo parametri che li trasformino in competenze spendibili in contesti diversi anche da quello scolastico.

È vero che i ragazzi sono degli artisti nati e basta mettere loro a disposizione qualche idea e un po’ di materiale e sono bravissimi nel creare, ma in un contesto didattico la storia cambia. Non basta mettere loro a disposizione delle conoscenze e aspettare che ne facciano un uso creativo poiché molti blocchi di carattere metacognitivo sicuramente renderanno difficile una elaborazione creativamente libera di quei materiali.

Ognuno di noi porta con se un fardello più o meno pesante risultato dei giudizi o pregiudizi del contesto da cui proviene: i ragazzi sono più bravi nelle discipline scientifiche, le ragazze sanno disegnare meglio, quel gruppo è leader rispetto alla classe e così via. Chi di noi non ha almeno una volta ceduto alle lusinghe della generalizzazione?

 

Freedoom of expression - AbdulM 15a 11m

Freedoom of expression – AbdulM 15a 11m Canada

 

Vogliamo aggiungere a questo, l’ostacolo dei genitori che pensando di interpretare le peculiarità dei loro figli in effetti ne ostacolano le infinite potenzialità? Ecco evidente l’importanza di lavorare non solo in classe ma in un contesto più ampio, con le famiglie, per costruire attorno ai ragazzi una rete di atteggiamenti virtuosi e disponibili a favorire la loro creatività in ogni ambito; è una questione di punti di vista che vanno stimolati per mostrare una nuova possibile ottica di osservazione dei ragazzi e del loro potenziale.

Molte volte ci stupiamo osservando come qualcosa venga realizzato in un modo che non pensavamo possibile, ancor di più da questo o quell’alunno. Perché no? Perché non lo ritenevamo possibile?

E’ necessario molto coraggio da parte dei ragazzi per andare oltre tutto questo e lanciarsi in una produzione creativa. In effetti niente di nuovo se pensiamo alle numerose iniziative in ogni campo che parlano di coraggio della creatività.

 

Courage and patience - Keegan 9a Australia

Courage and patience Keegan 9a – Australia

 

Sono particolarmente d’accordo con la parola coraggio perché non è affatto facile essere docenti e alunni creativi poiché per i primi esistono molteplici fattori  che concorrono nello scoraggiare percorsi accidentati di ricerca metodologica a fronte di isole conosciute e già didatticamente esplorate, per i secondi è ancora peggio poiché una scuola strutturata molto spesso sulla velocità degli apprendimenti e una oggettiva esigenza anche se a mio avviso eccessiva  alla valutazione,  non può facilmente tenere conto dell’emotività degli alunni e per essere creativi bisogna prima di tutto sapere che si sarà ascoltati senza essere giudicati.

Capiti e apprezzati, quindi emotivamente liberi di esporsi nell’esplorazione di percorsi alternativi per dire le stesse cose.

The invisible me - AarushD 10a USA

The invisible me – AarushD 10a USA

 

Se ci si trova in una dimensione di anestesia emotiva in cui rabbia, tristezza, frustrazione o anche gioia non hanno una collocazione riconosciuta ma sembrano interagire tra loro in modo disordinato proprio perché non identificate, come ci si può avventurare nel campo minato della creatività che richiede capacità di giudizio, coraggio decisionale, coerenza di programmazione e molto altro?

In effetti la creatività ha ben poco a che fare con la confusione, al contrario di come si pensava quando la si identificava con genio e sregolatezza.

 

Exhibition - Bezubka e 1 altro 6a

Exhibition – Bezubka e 1 altro 6a

 

In tal contesto l’educazione all’emotività costituisce a mio avviso la chiave di volta per creare le basi per lo sviluppo della creatività in ogni percorso di apprendimento, consapevole e organizzato. Chi sa riconoscere il proprio disagio e sa capire da dove viene, sarà anche capace di decidere se la sua produzione è soddisfacente e creativamente compatibile con il suo progetto.

Fondamentale quindi una relazione affettiva con l’adulto educante e il gruppo classe che diviene cosi un gruppo di sostegno nell’esplorazione dell’emotività e nella produzione creativa degli apprendimenti. Senza una guida emotiva stabile e coerente non risulta semplice riconoscere la propria identità, figuriamoci creare e condividere.

Quando la paura di essere giudicati verrà sostituita dal piacere di provare nuove risposte che potrebbero anche non essere giuste ma sicuramente saranno condivise, ascoltate e elaborate dalla società educante di appartenenza per trarre nuovi spunti e nuove elaborazioni si potrà affermare di avere trovato il coraggio di essere creativi.

 

Einstein

Einstein – Natsuko Insegnante

 

“L’immaginazione è più importante di tutto ciò che conosciamo. La conoscenza è limitata a tutto quello che ora possiamo sapere o capire, invece l’immaginazione abbraccia l’intero mondo e tutto quello che potrebbe essere, conoscere o capire.” Albert Einstein.

Tutti abbiamo un potenziale creativo, a volte resta latente per tutta la vita. Mettersi nei panni dell’altro potrebbe essere una possibilità per entrare in contatto con i bisogni della classe e avviare un percorso di condivisione creativa.

E voi che ne pensate? Condividete il vostro punto di visto.

 

Ascoltando e disegnando al “Chiaro di luna” - Creazione della Scuola di Infanzia L.Piccaro

Ascoltando e disegnando al “Chiaro di luna” – Creazione della Scuola di Infanzia L.Piccaro

 

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Dottoressa in Pedagogia e docente di Scuola Primaria. Referente e collaboratrice del Progetto Emozioni presso l'Istituto Falcone Borsellino di Roma e membro del team per l' innovazione.

  • Elisabetta Visci

    non comunico in inglese ,c’è un traduttore?